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E128ADEA-ortopedia2L’ortopedia è la disciplina medica che studia l’apparato locomotore. Essa include in particolare la chirurgia ortopedica, ovvero il trattamento chirurgico delle relative affezioni.
I medici ortopedici (chiamati semplicemente “ortopedici”) sono specializzati nella diagnosi e nel trattamento dei problemi del sistema muscolo-scheletrico. Esso comprende: ossa, articolazioni, legamenti, tendini, muscoli e nervi.
Un certo numero di altri professionisti offrono opzioni non-chirurgiche di trattamento per problemi ortopedici, quali: fisioterapia, chiropratica, terapia occupazionale, podologia e la kinesiologia. Le condizioni che richiedono l’utilizzo di farmaci un intervento chirurgico sono però gestiti esclusivamente da chirurghi ortopedici e chirurghi podiatrici.
L’attuale ambito d’azione dell’ortopedia comprende la prevenzione e cura delle malformazioni congenite e acquisite dell’apparato locomotore, la diagnostica e la terapia di malattie che hanno localizzazione negli organi di sostegno e movimento, cioè colonna vertebrale e arti e la traumatologia.
La pratica ortopedica risale a epoche lontane, eppure la parola “ortopedia” iniziò a essere usata solo a partire dal 1741. Fu coniata dal medico francese Nicolas Andry, professore di Medicina a Lione, a partire da due termini in greco antico, ovvero orthòs, diritto e pàis, bambino, in quanto essa aveva come obiettivo quello di correggere le deformità del fisico nei bambini. Il simbolo dell’ortopedia è infatti un albero torto legato ad un tutore tramite una corda. Tale neologismo è riportato nel suo libro “L’orthopédie ou l’art de prévenir et corriger les difformités du corps chez les enfants; le tout par des moyens à la portée des pères et mères et toutes les personnes qui ont des enfants à élever”. Nello stesso testo venne pubblicata anche l’immagine dell’albero torto.
Un’altra possibile etimologia associa le radici greche orthos e paiden (camminare), assegnando al termine il significato di “camminare diritto”.
Più sensata è l’etimologia che associa le radici greche “orthos” e “paideia” (educazione), nei termini di origine greca il termine al genitivo antecede il nome di cui si fa la specificazione, col significato di “educazione allo star diritti”.
I primi dispositivi ortopedici apparvero nel IV secolo a.C. per merito di Ippocrate. egli mise a punto una tavola di legno che doveva ridurre le lussazioni e le fratture, secondo il principio di immobilizzazione dell’osso o dell’articolazione. Sempre ad Ippocrate si deve la tecnica ancora attuale per la riduzione della lussazione della spalla.
Nel 1779, Jean-Pierre David scrisse Dissertation sur les effets du mouvement et du repos dans les Maladies chirurgicales, divenuto presto un classico della materia e tradotto in inglese già dal 1790. L’ortopedia fu esercitata fino all’inizio del XIX secolo solo da medici in istituti specializzati, tra cui quello di Jean André Venel (1740-1791) in Svizzera, di Jacques Mathieu Delpech a Montpellier, di Charles Pravaz a Parigi e poi a Lione.
Nel corso del XIX secolo apparve la pratica della tenotomia per raddrizzare i piedi deformi (la prima tenotomia sul tendine di Achille fu realizzata nel 1816 da Jacques Mathieu Delpech ), per le scoliosi e per diverse posture viziose. Sempre nel XIX secolo, il dottor Pravaz di Lione riuscì a ridurre le lussazioni di anca mediante carrelli e apparecchi di estensione.
Nel 1881, il chirurgo generale britannico William Arbuthnot-Lane propose una tecnica per il trattamento delle fratture, l’osteosintesi, che consiste nel fissare sull’osso delle placche e delle viti per immobilizzarlo aspettando che l’osso si risaldi. Nel 1890, Gluch mise a punto la prima protesi interna di ginocchio: era in avorio e funzionava con una cerniera.